Cara amica ti scrivo… Si oggi sono nostalgica. Non sono figlia della tecnologia, non faccio parte della generazione Y, quella dei Millennials. Faccio parte della generazione X, l’ultima generazione che scriveva lettere per comunicare emozioni, percorsi di vita, sentimenti, esperienze… sia alle amiche lontane, che a quelle vicine. Era come esprimere in un modo più tangibile le proprie emozioni, le proprie sensazioni. Ognuno con il personale modo di scrivere, con la propria calligrafia, scegliendo l’inchiostro che più ci piaceva, dal blu, al nero, al rosso, al rosa intenso… Era un modo, ora considerato arcaico, appartenente al secolo scorso, ora non più usato, se non eccezionalmente. Ai miei tempi non c’erano i telefonini, non c’era il computer, tutto era più personale, più vissuto, più vero in un certo senso. Ci si guardava negli occhi e si parlava, si discuteva, ci si confrontava e poi se c’era qualcosa da aggiungere, dopo quell’incontro, si prendeva un foglio di carta, una penna, e si scriveva, per lasciare una testimonianza, una traccia dei nostri pensieri. Poi si cercava una cassetta postale, che non sempre era vicino casa, si affrancava e si imbucava la lettera. Forse ci voleva qualche giorno, forse qualche settimana. Tutto era più lento, più articolato, più profondo. Ora non voglio dire che la tecnologia non sia stata una buona cosa. Anzi!! E’ stata un rivoluzione che ha trasformato le nostre vite, soprattutto le vite della mia generazione. Si è creata una frattura fra chi non si è voluto adeguare ad un nuovo modo di comunicare, e chi invece ha rivoluzionato il proprio modo di pensare, le proprie abitudini. Non è facile, anzi estremamente complicato, essere on line. Bisogna avere la mente aperta, accettare i cambiamenti, evolversi, mettersi in discussione, andare contro le proprie convinzioni. E’ come fare una specie di reset di quello che finora abbiamo imparato, per assorbire tutto ciò che questa nuova era ci vuole insegnare. La mia generazione ha vissuto a cavallo tra off line e on line e vi assicuro che è un’esperienza veramente disarmante. Disarmante, nel senso che ti lascia senza parole, non ti lascia scelta; o sei connesso o non esisti. E’ proprio cosi, e che sia un bene o un male questo non sta a me dirlo. Posso solo guardare al mio percorso e affermare che nonostante non faccia parte dei Millennials, il web  mi ha dato la possibilità di incontrare persone meravigliose, lontanissime da me, che non avrei potuto incontrare in altro modo. Questa finestra sul mondo che ogni giorno mi permette di essere in contatto con followers lontani migliaia e migliaia di chilometri è strabiliante, quasi magica! Con un click puoi mettere mi piace, condividere contenuti, decidere di seguire o non seguire più una persona, e arrivare addirittura ad influenzare una community… Forse è un modo di comunicare più freddo, più sterile ma enormemente più amplificato. Oggi pero’ avevo voglia di scrivere, di sentire ancora i profumi della carta e dell’inchiostro, di lasciare le tracce delle mie emozioni tra le parole scritte, osservando la mano che striscia sulla carta e si muove sinuosa tra le lettere. Anche questa è emozione, anche questa è parte di ciò che sono, della mia storia; e per quanto ami il web, un amore veramente viscerale rimane, quello di scrivere una lettera, anche solo un pensiero, un’azione straordinariamente confidenziale e intensa.